Gli alianti

Mi trovo con una mia amica in un modesto ristorante quando arrivano due uomini, abbastanza giovani, sui trenta-quaranta, che si siedono al tavolo vicino al nostro. Il più basso ha il braccio tatuato e una faccia che mi ricorda qualcuno. Mi prende la curiosità. Smiccio per un po’ il personaggio misterioso per capire chi sia, finché la lampadina si accende e dico alla mia amica “ma non è Lapo Elkann?”.

La mia amica è indifferente da sempre alla gente importante. Dice “mah, può darsi, l’ho visto forse due volte in televisione”, e “ha un volto molto comune”, non so se riferendosi a Lapo Elkann o all’uomo seduto vicino a noi. Potrebbero essere la stessa persona, ma anche no. Come dicevo ci troviamo in un modesto ristorante, che non è dove ti aspetti di vedere la gente importante. È come quando trovi le chiavi di casa nel cesto della biancheria sporca. Ti domandi come siano finite lì. Hai quell’attimo in cui pensi di sognare. Sto quindi per concludere che non sia lui, sarà uno che gli assomiglia, ma poi sento che dice al suo amico “adesso vado a Kimberley in Sud Africa dove c’è la miniera di diamanti per fare il campionato degli alianti” e allora dev’essere proprio Lapo Elkann.