Un peccato non ideologico

Oggi ho letto i commenti della stampa sul papa che ha dato ai sacerdoti il potere di assolvere le donne dal peccato dell’aborto. Non ho trovato in nessuno di questi commenti quella che secondo me è la novità, e cioè che il papa ha deciso che l’aborto non è un peccato “ideologico”. I papi precedenti dipingevano la donna che abortiva come volesse schierarsi contro la vita in generale, e in favore dell’ateismo e del relativismo, mentre di solito una donna abortisce perché si trova ad affrontare certe realtà difficili in cui è andata a infilarsi, o che le sono successe per colpa di qualcun altro. L’ultimo pensiero che ha in testa è di prendere una posizione ideologica.

Il papa deve averlo capito e ha detto ai sacerdoti di trattare l’aborto come gli altri peccati, e di assolverlo in presenza dei criteri generali della riconciliazione. Prima, se una donna chiedeva l’assoluzione per l’aborto, i sacerdoti dovevano portare la pratica al vescovo, una procedura speciale che non era richiesta se, poniamo, la donna invece aveva ammazzato una persona adulta.

Preferisco molto questo papa ai papi precedenti che prendevano i gruppi di persone e dicevano loro, “voi siete le forze del male e lotterò contro di voi”. Questi papi fomentavano l’odio e le divisioni. Un papa che non fa ideologia invece si rende utile, perché se non siamo ideologici è più probabile che stringiamo accordi e riusciamo a vivere tutti insieme in un modo decente.