La luce

Ho letto in un romanzo che tutti noi alla nascita emaniamo luce, ma questa luce diminuisce nel corso degli anni, più o meno velocemente secondo le persone. C’è ancora a vent’anni, qualche lampo si nota a trenta, a quaranta quasi tutti gli occhi sono scuri. Però ogni tanto incontri un poeta o un esploratore, anche di una certa età, cui è rimasta un po’ di luce.

Il provincialismo

Ieri guardavo alla TV un’intervista alla scrittrice Elizabeth Strout, che diceva che era cresciuta del Maine, che in America è considerato un posto provinciale, e poi si era trasferita a New York, e dopo un po’ aveva capito che anche New York è un posto provinciale, perché i newyorkesi hanno un modo loro di pensare, e si stupiscono che ce ne possano essere altri, ed Elizabeth Strout diceva che questa è la definizione esatta di provincialismo.

Lo scrittore e i significati

Fare lo scrittore è come rimanere un adolescente, che è il periodo della vita in cui attacchi significati a tutte le piccole cose che ti accadono. Questo periodo si esaurisce perché acquisti l’esperienza e ti accorgi che i significati non c’erano, ma li attaccavi tu alle piccole cose con la fantasia e con certe concezioni di te stesso. Lo scrittore è uno che continua ad attaccare i significati alle piccole cose che osserva e che immagina, anche da adulto, perché è ostinato, illuso, oppure ha scelto di farne il suo mestiere, e ci mette un’arte che procura il piacere al pubblico che ama ritirarsi nella lettura per riassaporare ogni tanto i significati.

Le attività inutili

Se uno si chiedesse di tutte le attività inutili che gli viene in mente di fare se proprio occorre farle si liberebbe ore e ore ogni giorno, e se per caso queste attività inutili gli servono per procrastinare azioni importanti che teme è molto meglio procrastinare con il perfetto riposo, dopo il quale è anche più probabile che si sprizzi di energia per le azioni importanti.

Gomme da masticare

Siamo a pranzo con un dirigente di un’azienda che produce gomme da masticare. Questo dirigente ci dice che disgraziatamente le gomme da masticare sono in declino, la gente non le acquista più come faceva un tempo, e le cause sono molte, e uno dei nemici peggiori delle gomme da masticare è il telefonino, perché una volta i clienti in coda alle casse del supermercato si guardavano in giro per passare il tempo e a un certo punto notavano le gomme da masticare nell’avancassa. Da qui nasceva l’acquisto di impulso. Oggi invece i clienti in coda sono impegnati con il telefonino, e non si guardano attorno, e non si accorgono del ben di dio che c’è nell’avancassa, e così lasciano il supermercato senza gomme da masticare.

Le possibilità

È importante ricordare che il successo di una persona nella vita dipende anche dalle possibilità, perché un atleta che ha scoperto le tecniche migliori per allenarsi, e si è spremuto tutti i giorni come un limone, perderà ugualmente la gara se non ha le possibilità atletiche del giamaicano Bolt. Anche nella vita la gente varia nelle possibilità. Uno nasce in una famiglia che lo aiuta, un altro in una famiglia che lo schianta. Uno ha il coraggio dei leoni e l’altro è divorato dalle ansie. È probabile anzi che nella vita le possibilità influiscano più che nell’atletica. Tutto questo per dire che se uno vuole capire qualcosa della vita non dovrebbe ascoltare solo chi ha successo, perché magari chi perde ha i pensieri più validi e interessanti, solo che gli mancavano le possibilità.

Una nevicata coi fiocchi

Io son di quelli che dice una battuta senza ridere, perché mi piace che la gente si accorga da sola che è una battuta. Se glielo segnalo con il fatto che rido, allora si sente tenuta a ridere per farmi una cortesia. Questo modo di fare le battute senza ridere mi è sempre sembrato gentile, poco invadente, ma con l’anno nuovo ho deciso di cambiare.

Immaginiamo per esempio che nevichi molto. Io dico “è una nevicata coi fiocchi”. Prima l’avrei detto come se stessi facendo un’osservazione qualunque, serissimo, accettando il rischio che i presenti non cogliessero la battuta, e poi la conversazione proseguiva per la sua strada. Da quest’anno, invece, quando dico “nevicata coi fiocchi”, l’accompagno con una bella risata, così che la gente, se non ha capito la battuta, si interroga su questa faccenda dei fiocchi, e prima o poi arriva alla meta. E una volta che ci è arrivata, può darsi che la battuta le piaccia, e rida di gusto insieme a me, e questo è un risultato positivo, perché magari altrimenti non si accorgeva e perdeva un’opportunità di divertimento. Oppure la gente la trova una battuta scema e non tanto divertente, ma ride lo stesso, perché sto ridendo io, precisamente per farmi la cortesia, o perché il riso è contagioso, o per un fatto di calcolo sociologico, che uno ride perché ha dedotto che è un momento in cui si ride, che nel caso è un momento che ho deciso io.

Ho fatto questo proposito per l’anno nuovo perché ho pensato che lo scopo di una battuta non è di fare i quiz di intelligenza alla gente, ma di far ridere, e vedete che se uno ride mentre la dice è il modo più sicuro di raggiungere l’obiettivo.