Lo scherzo

Ho letto le polemiche contro una felpa venduta su Amazon, che portava la scritta “L’anoressia è come la bulimia, solo con l’auto-controllo”. Dico subito che questa scritta non mi fa ridere. Ma dico anche che se fossi stato il sorvegliante dei prodotti di Amazon, ammesso che sia una persona, o un gruppo di persone, e non un algoritmo, comunque, diciamo, se fossi stato l’entità che in Amazon ha l’incarico di bloccare il cattivo gusto, il razzismo, o gli insulti alle categorie di persone che meritano rispetto e protezione, credo che questa felpa l’avrei lasciata passare.

Vedo benissimo che questa felpa dice qualcosa di cattivo, ma questa è la natura generale dello scherzo, che è come un farmaco, perché sappiamo che la parola farmaco viene da pharmakon, che è greco antico, e indicava allora sia la medicina sia il veleno. Tutte le medicine sono infatti velenose. Anche i principi medici vegetali non sono altro che i veleni che le piante usano per uccidere i parassiti. Lo scherzo, come il farmaco, tenta di produrre il bene somministrando al paziente un poco di male, con cui lo spinge nella direzione giusta. Nel caso della felpa il poco di male consiste nell’insulto leggero agli anoressici e ai bulimici, e dico leggero perché gli insulti pesanti sono altri, mentre il bene più grande è incitare queste categorie a un’alimentazione equilibrata.

Però lo scherzo, essendo un veleno, può fallire, e il caso principale è quando si somministra una dose eccessiva, per incuria o per il cosiddetto gusto dello scherzo, e qui bisogna dire che c’è una grossa differenza con i farmaci, perché il dottore in genere non gode a somministrarli, fa solo il suo lavoro, mentre chi scherza gode dello scherzo che fa, anche immensamente, c’è chi prova le gioie del paradiso a scherzare sugli altri, e usa magari il bene cui mira lo scherzo come scusa per scatenarsi nel male. Oppure la dose è piccola ma il paziente è allergico, debole, o per altri motivi incapace di sopportarla e perciò lo scherzo lo offende, invece di produrre il bene sperato. Infine c’è il problema che lo scherzo è sempre un atto di arroganza, perché chi scherza di te si erge a medico dei tuoi mali senza avere ricevuto il permesso. Gli anoressici e i bulimici non hanno mai chiesto ai produttori di magliette di pensare a delle scritte scherzose contro di loro. Questa è un’altra differenza con i farmaci, dove è il paziente che sceglie il medico da cui farseli somministrare.

Quindi per riassumere non si può bloccare una maglietta scherzosa solo perché contiene del male. Tutti gli scherzi ne contengono ma si propongono anche del bene. Il punto da decidere, se sei il sorvegliante dei prodotti di Amazon o svolgi ruoli simili, è se il bersaglio si offenderà o no. Io dicevo non avrei creduto che gli anoressici e i bulimici si sarebbero offesi di questa maglietta, ma ciò è successo, e quindi lo scherzo è fallito, e non ti puoi difendere dicendo che era solo uno scherzo, perché la natura dello scherzo ti impone anche di calibrare il male secondo le caratteristiche del paziente, come fa il dottore, ed evidentemente hai calibrato male. Perciò devi scusarti e se sei un’azienda che vende le felpe è anche legittimo che ti chiedano un risarcimento.