I luoghi comuni

Ho letto un libro dove l’autore a un certo punto si mette a criticare i luoghi comuni e scrive una nota a piè di pagina con tutti quelli che bisogna evitare. Parte da “ricco sfondato”, continua con dozzine e dozzine di casi, e conclude con “capo dello stato”, “garante della costituzione”, e “arbitro imparziale”, perché in realtà la nota mira a criticare il nostro Mattarella, che a giudizio di questo autore non è un bravo presidente, perché infarcisce di luoghi comuni i discorsi che tiene alla nazione.

Anni fa mi obbligavo ad evitare i luoghi comuni, anche poniamo quando scrivevo una mail, e se per caso avevo sulla punta della penna un “pirata della strada” cercavo un’alternativa, lo facevo diventare un “guidatore pericoloso” o un “automobilista criminale”. Per mia fortuna questo periodo non durò e sono oggi persuaso che, delle tre espressioni che ho appena citato, la migliore è di gran lunga “pirata della strada”. Notate anche come scriva “di gran lunga” in tutta serenità.

“Pirata della strada” è la migliore perché se dici a qualcuno che è un pirata della strada gli lanci un’accusa precisa, gli fai un ritratto, e non solo come guidatore, gli dici anche che è un certo tipo ben noto di brutta persona. Sul “pirata della strada”, la comunità dei parlanti ha già concluso i lavori, ne ha stabilito il significato, i suoi confini empirici, per mezzo dell’applicazione ripetuta ai protagonisti della cronaca che si sono macchiati dei relativi delitti. Non c’è nessun motivo di riaprire la pratica e introdurre i guidatori pericolosi o gli automobilisti criminali, e di imporre al lettore la fatica di interpretare queste espressioni nuove, e questo al solo fine di gonfiare le tue piume di scrittore, perché vuoi fare il fenomeno che scrive le cose a modo suo.

Se c’è un problema è il luogo comune di pensiero, non quello di linguaggio. Quando scrivi “Garibaldi è un eroe nazionale” cadi nel luogo comune di pensiero e sprechi il tempo del lettore a dirglielo un’altra volta. Ma se scrivi “Renzi è un eroe nazionale” stai proponendo una novità, è un pensiero che probabilmente nessuno aveva mai pensato, a parte forse l’interessato. Al lettore questo pensiero potrà piacere o no, ma certo non dirà che lo avevano già informato, del fatto che Renzi è un eroe nazionale. A mio parere questo esempio dimostra che “eroe nazionale” è una valida espressione, anche se è un luogo comune di linguaggio, e può andare a inserirsi in pensieri interessanti, e che perciò non conta tanto come scrivi, o come parli, ma conta che pensi qualcosa che meriti di essere detto.