Del buon senso e del mostrare una personalità

Nel 1838 il grande scienziato Charles Darwin, che aveva 28 anni, ed era agli inizi della carriera, si chiese se volesse sposarsi. Allora prese il diario ed elencò i benefici del matrimonio, fra questi “i figli, a Dio piacendo”, “la compagnia costante”, “il piacere della musica e delle chiacchiere femminili”, “qualcuno che si prende cura della casa”, “buono per la salute”, e quelli della vita da scapolo, fra cui “la libertà di muoversi”, “la conversazione con uomini intelligenti nei circoli”, “nessun obbligo di visitare parenti”, “più tempo”, “più soldi per i libri” e “se i figli sono troppi, obbligo di sfamarli”. Darwin scrisse che la conclusione giusta era sposarsi. Passò poi a esaminare se occorreva sposarsi presto o tardi e, per farla breve, in capo a sei mesi il grande scienziato si sposò con sua cugina, e fu un matrimonio riuscito, che Dio benedisse con dieci bambini, e Darwin li sfamò tutti, senza rinunciare mai alle sue ricerche.

L’elenco dei pro e contro di una questione ci informa poco del carattere di una persona, perché, se ha delle inclinazioni, le mescola nell’elenco con altre considerazioni dettate dal buon senso. Chi decide la questione applicando un singolo criterio si rivela molto di più. Pensate a un amico che vi dice, magari dopo aver bevuto, in un regime di in vino veritas, “l’ho sposata perché era bella”, intendendo che altrimenti avrebbe preferito restare scapolo. Con questa piccola frase, l’amico vi sta informando di svariati fatti. Innanzi tutto, che sua moglie gli piace molto fisicamente, cosa che non sapremo mai di Charles Darwin. Inoltre, che attribuisce grande peso alla dimensione edonistica della vita, e meno poniamo alla spesa per i libri. Infine, che non dà troppa importanza al buon senso: è un tipo coraggioso, volitivo, pronto a seguire le sue passioni.

Dichiarare un criterio singolo dimostra una certa personalità. Donald Trump ha il criterio singolo dell’America First, e in tutte le materie si concentra su un solo lato della questione, e il risultato è che metà del suo paese l’ha votato e l’altra metà non fa altro che parlare di lui.

Però il criterio singolo è pericoloso, perché è come guidare l’automobile guardando solo il contachilometri, o lo specchietto retrovisore, o il navigatore, e non la strada che si para davanti. Chi sposa una donna solo perché è bella, o uomo solo perché è bello, che è un caso altrettanto comune, si affida alla fortuna e rischia di trovarsi un giorno in una situazione familiare disgraziata. Gli antichi romani ritenevano che una moglie dovesse essere sana, robusta ma non troppo bella, perché una moglie ambita giudica il marito fortunato per il solo fatto di averla. Perciò non sente l’obbligo di servirlo e mantenere la casa. E non parliamo dei seduttori che l’assediano, portando fastidio o disonore al marito.

Oggi il mondo è cambiato, e i rapporti fra donne e uomini sono fortunatamente diversi, però resta che il criterio singolo della bellezza dice molto della personalità del marito, ma poco della personalità della moglie, e quindi poco anche di quanto il marito potrà godersi la dimensione edonistica della vita cui tiene tanto.

In generale, il criterio singolo ci informa molto sul decisore e poco sulla materia da decidere. Il buon senso è l’opposto, anonimo sul decisore e dettagliato sulla materia. Dato che il buon senso nasconde il carattere di una persona ci obbliga inoltre a valutarla per le sue opere. Così ignoriamo le inclinazioni di Darwin, ma sappiamo che ebbe un buon matrimonio, studiò molto gli animali e concepì una teoria scientifica rivoluzionaria che cambiò il posto che gli esseri umani occupano nel mondo.

Fonti. Le pagine del diario di DarwinGli antichi romani sul matrimonio (o meglio un loro personificatore moderno, che attinge senz’altro a riferimenti classici, e se qualcuno conosce le fonti e i passaggi precisi lo prego gentilmente di farmeli sapere).

2 pensieri riguardo “Del buon senso e del mostrare una personalità

  1. il ragionamento è godibile e scritto in maniera scorrevole, ma a mio modo di sentire mostra un inceppo logico sul solito Trump. il simpatico puttaniere destrorso, infatti, non è stato eletto taxista, marito ideale o presidente del Puttanistan, ma presidente degli Stati Uniti d’America. onde per cui, stupirsi del fatto che ragioni in termini di “prima vengono gli Stati Uniti d’America” potrà non apparirci *bello*, ma è coerentemente logico.
    : )))
    (occhio, refuso: “non da troppa importanza”)

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