I regali di Sky

Ho ricevuto una mail di Sky che si complimenta con me perché sono cliente da ben tre anni, e quindi mi fa un regalo.

Il regalo consiste in un credito ricaricabile da 10 €, che posso usare per esempio per le grandi anteprime dei film, che a me interessano, e la mail dice “il premio è già tuo”, clicca su questo link per richiederlo.

Io lo clicco e mi porta su una pagina di Sky. Qui non c’è il premio ma un panorama degli abbonati Sky, perché siamo di tanti tipi diversi, c’è l’abbonato da tre anni e quello da dieci, c’è chi ha tre pacchetti e chi ne ha quattro. Io allora cerco il caso mio, e lo trovo, e lì c’è un altro link per richiedere il premio. È già il secondo, mi dico, ma clicco ancora. Arrivo su un’altra pagina, che mi invita a cliccare un’ultima volta per ricevere la mail di conferma. E così faccio.

Dopo due minuti mi arriva la mail che mi concede il credito ricaricabile. Lì ho pensato che, visto che Sky voleva farmi un regalo, sarebbe stata più carina ad attivarmi tutto lei e mandarmi direttamente quest’ultima mail.

Stavo quasi per scrivere a Sky per esprimerle questo importante concetto, quando mi sono accorto che la mail dice, aspetta, ora manda un SMS a questo numero per usare il premio. Scrivi il messaggio in un formato fisso, dice, che è “PRE (spazio)#numero smartcard#(spazio) CODICE EVENTO”, e per il codice dell’evento premi il tasto “i” del telecomando di Sky, per entrare nell’area Primafila. La quale è un mondo, e non so che altro vorranno se entro lì, e ormai sospetto che sia una di quelle storie in cui alla fine ti risvegli al mattino in una camera d’albergo e ti manca un rene.

Quando fate soffrire qualcuno, siate intermittenti per aggravare l’effetto

La scienza è instancabile e ha appurato che preferiamo che la gente ci tratti in modo continuamente orribile piuttosto che orribile di tanto in tanto. Si deve il risultato ai ricercatori dell’università del Michigan, che hanno diviso alcuni studenti in tre gruppi. Ogni gruppo era incaricato di svolgere, separatamente, lo stesso compito. L’esperimento era organizzato in modo tale che il primo gruppo ricevesse complimenti a tutto spiano da un pubblico nascosto, il secondo critiche umilianti ripetute, e il terzo un’alternanza a casaccio di complimenti e critiche umilianti. Alla fine i ricercatori hanno misurato lo stress degli studenti. I ricercatori hanno trovato che il gruppo che riceveva i complimenti non era stressato per nulla. Il gruppo bersagliato dalle critiche umilianti continue era stressato, ma non moltissimo. Il terzo gruppo, che aveva affrontato complimenti e critiche a casaccio, era di gran lunga il più stressato di tutti.

Sembra che in passato altri scienziati abbiano ottenuto risultati simili con i topi. L’esperimento era più facile perché potevano infierire sui topi più che sugli studenti. Gli scienziati notarono che i topi che non sapevano mai cosa attendersi sviluppavano brutte ulcere allo stomaco.

Se ne deduce innanzi tutto che i topi ci assomigliano più di quanto vogliamo pensare, il che a mio avviso ci dice qualcosa su qual è il nostro posto nell’universo. Se ne deduce inoltre che siamo abbastanza bravi a darci strategie di risposta ai mali ripetuti o definitivi. Chi perde una gamba impara pian piano a fare ciò che la sua nuova condizione gli consente; non sarà felice, si sveglierà la notte cercando la gamba mancante, avrà dolore all’arto fantasma, e acuta nostalgia dell’epoca in cui di gambe ne aveva due, eppure arriverà a non pensarci tutto il tempo. Avrà una vita. Ma se sei alla mercé di qualcuno che decide ogni momento cosa fare con te, e ha il coltello dalla parte del manico, e una volta ricevi una carezza, e un’altra volta uno schiaffo, ti sorge uno stress micidiale che ti blocca le altre attività. Passi tutto il tempo a chiederti il perché dello schiaffo, il perché della carezza, e cosa stai facendo di sbagliato, ed è il modo peggiore di campare.

È questo uno stato che colpisce gli innamorati, quando hanno la sventura di allacciarsi a un amato indeciso. L’innamorato si sfibra a cercare ogni giorno le parole giuste, e le azioni giuste, e tutto ciò che possa persuadere l’amato indeciso, il quale però, dall’alto dei suoi dubbi, procede per alternanze continue. Se vi è capitato sapete che non si vive più, e che se si vuole una storia bella bisogna cercarsi un amore corrisposto.

Può darsi anche che l’indeciso faccia apposta a trattarci così, perché è insicuro e necessita di molta attenzione dalla gente. Perciò vuole occupare i nostri pensieri, per paura che la nostra mente devi verso altri motivi di interesse. Non è in effetti una strategia sbagliata, perché ci capita spesso di dare per scontate le persone che ci stanno stabilmente accanto, e di pensare poco a loro, anche se sono le colonne della nostra vita. Sono sicuro che gli scienziati, se escogitano un modo di fare l’esperimento, troverebbero questa brutta tendenza anche nei topi.